Il ritorno

Il viaggio è un tuffo lento nel cuore dell’Egeo, nelle profondità di un mare che non diventa scuro nemmeno quando è aperto, tanto trasparente è la sua acqua. Trasparente come gli occhi del mio uomo che mi aspetta, fermo come un albero, piantato in mezzo al vialetto sterrato, in mezzo a questa mattina di fine…

Innamorati del processo

Ieri sera era impossibile arrivare a casa, come in Fuori Orario di Scorsese, ma senza tanta follia. Al contrario, una catena di incontri, racconti, confronti: l’amica psicologa, sempre pacata nell’ascoltare le storie delle mie relazioni tossiche, che scivola con lentezza e determinazione nella sua relazione tossica; l’amico fotografo, alle prese con la fisica quantistica e…

L’etimologia non si serve a parte

La lingua greca è vanitosa ed elegante. Si lascia ammirare ma non si lascia prendere. Scorre veloce dentro lettere antiche, che ancora scrivo come fossi al Ginnasio, incapace per ora di articolare i pensieri e attenta alla costruzione delle frasi come contassi gli incastri del Lego. Ogni parola ha una storia, non solo un significante…

Kokopelli

Ad Amsterdam le botte di freddo sono l’unico ritmo che ha il tempo, impassibile e sordo. Le ore si distendono lungo i canali, come se avessero dipinto le strade di bianco, apposta per noi, appena un attimo prima di girare lo sguardo. Il sole ha senso solo nella primavera che entra dalla finestra della camera…

Londra

Alle porte di Soho ho pagato pegno per passare, un fiorino che mi riportava a casa, un doblone che ti riportava a me. Non esistevano palazzi alle sei del pomeriggio, ma cielo grigio e vento e persone appoggiate sull’architettura tutto intorno, quella che uscirà dalle tue mani. Ho guardato la sera con due paia d’occhi,…

Exarchia

Ad Atene ci sono già stata, quando ero vecchia e saggia, quando vestivo di nero e parlavo questa lingua. La città è bianca da lontano e coloratissima all’interno, decadente e antica, imperitura e alla moda. Con le sue strade scivolose e la plastica nelle mani dei passanti. Io ho camminato senza fretta, riconoscendo le curve…

Folegandros

Guardo la mia isola farsi a poco a poco più piccola nella luce implacabile di questo giorno d’estate che ho visto sorgere dietro la chiesa di San Giovanni, seduta davanti a un uomo che mi calmava la pelle una carezza alla volta. E poi l’acqua invisibile tra le gambe e le parole greche a tapparmi…