Mi hai stretto un filo di cotone azzurro ai polsi – come se fossimo innocenti – e mi hai chiesto di chiedere al cielo tre sogni. Non ho fatto in tempo a portarti fiori in aprile, a toglier via l’amore dai cassetti prima che svuotassi il mio ricordo in strada. La felicità mi tira al…
Autore: Laura
Ferragosto
Quella mattina che m’hai lasciato sola davanti a un fuoco spento, immune di fronte al tuo contagio, io ho smarrito la strada. Ho perso i giri asimmetrici che fanno le stelle a San Lorenzo per bombardare i campi di ulivi al centro della Toscana, la curva dritta della Via Lattea che inizia sul tetto di…
Dolce morire
Aprile sono i campi di papaveri che non vedrò, i giorni lenti che ho messo in fila dietro a una finestra, le file a distanza di sicurezza, l’insicurezza che come acqua s’infiltra nelle pareti della tua stanza e ti annega le notti. Aprile sono le valigie che chiudo per cambiare casa per sempre, le valigie…
Ora illegale
Ci sono notti così liquide che nemmeno la carta le può assorbire. Ne ricordo una a giocare d’azzardo con il sole e con la pioggia. A puntare sul nero, è finita che ho ingannato i tarocchi. Tra tutte le isole, ho preso quella più scura e ho creduto di saperci tornare. Non ho mai raccontato…
Maledetta Primavera
Ho da dire del silenzio perfetto delle notti che si confonde col silenzio inimmaginabile dei giorni. Del tempo, come una fisarmonica muta che comprime e poi allenta l’assenza. Della presenza ho da dire, vuoto pneumatico mutilato di carezze. Delle cerniere rotte e dei bottoni persi, delle chiavi dimenticate e delle porte socchiuse, dei balconi spalancati…
Allo specchio
Lo specchio che mi restituisce la mia immagine ha occhi grandi e chiaroscuri, vivi come l’oceano Atlantico, fissi come il cielo aperto sopra le nuvole. Mi si piantano nella carne a carnevale e mi strappano via la maschera che indosso. Offro i miei vestiti a cambio, ma è diverso il modo in cui mi cercano…
Gennaio
La tua immensa stanza vuota ha pareti bianche e porte blu, presagio di Grecia fuori stagione. Sei arrivato come un’estate di San Martino a metà gennaio, con dita piccolissime che intrecci nei tuoi capelli fini, le stesse che la mattina di un giorno nuovo mi hai poggiato sul viso. Non so togliermene di dosso il…
A fari spenti
Macchie di vernice blu sui sandali come promesse di mare, e montagne di sale bianco issate al termine della notte per asciugare il vino e la saliva che ti bagna le mani. La luna è occhio di ciclope buono, sbarrato su greggi di stelle inservibili, su dita intrecciate, sul dondolio della terra rossa – questa…
(i) Sola
Siedo immobile sulla panchina di questa stazione e non sento più il corpo da giorni. L’ho lasciato un pezzo alla volta nelle ore di sonno vegliate alla luce di uno schermo che dormiva, un morso alla volta nelle sere in cui ho dimenticato di masticare. L’ho lasciato nelle curve del legno di una stanza caldissima,…
San Giovanni
Ho bruciato la notte su un letto di fiori gialli, piccolissimi, ascoltando gli inganni scoppiare uno ad uno fuori dalle finestre chiuse, come le granate che incendiarono i ponti della nostra città quando tu ti mettevi in fila per un poco di pane, e scrivevi lettere piene di promesse e speranza, e ricevevi lettere piene…
Il vetro del pianto
Mi prende un silenzio profondo come l’oceano e mi circonda senza soluzione di continuità, come acqua intorno a un’isola. Mi trincera in pezzetti di terra minuscoli, dietro vetri che creano inganni interminabili nelle notti vuote di suoni. Mi isola per terra e per mare, strappandomi di bocca le ultime parole possibili, per regalarle al primo…
In mezzo all’Italia
Nella mattina del giorno più corto dell’anno, l’Italia sono campi di ulivi e prati bagnati che sfilano fuori dal finestrino di un treno regionale, mentre rifaccio all’indietro questa strada tra l’Umbria e la Toscana, tra gli incensi e i laghi, tra le stelle a cinque punte e la luna quasi piena poggiata nel piatto. Provo…