Passano nuvole dentro scatole,
Volano veloci su montagne altissime
E mi strappano a orizzonti di mare
Si muovono pezzi di un corpo rotto
Resti di me che appaiono in foto,
Senza che vi siano più tracce di luce
La vita è finita in un bagno bianco
Pompeiano il colore del suolo
Atroci le grida se muori due volte
Il buio durato giorni e notti e giorni
Poi il legno a incastro geometrico,
Regalo di mani di streghe del bosco
Attese che sono agonie attonite,
Silenzi che non so rompere
Dopo aver rotto i ricordi e la pelle
Vestiti leggeri si fanno enormi
E ricordano ogni istante che
Le lucciole si sono spente
E l’amore, vascello schiantato
Sulle rocce della paura e negli abissi,
Non affonda.
Non si decide ad affondare.