Labbra blu

Dicevi che ero rossa come una fragola, come la terra di Siena che abbiamo attraversato senza mai lasciarci le mani. Rossa come la tua coperta che fino alla fine ci ha nascosti da un inverno interminabile. Rossa come gli occhi stanchi alla sera, il vino che mi versavi, la luce che gioca con i miei capelli sempre più lunghi. Rossa come le scarpette magiche, lo sportello nuovo della tua macchina, le candele di un Natale da dimenticare. Rossa come il sangue che ho perso una notte senza dirtelo, quando hai chiamato capricci i miei dolori più antichi. Rossa come un tramonto, come le spezie d’Oriente, come le mie labbra prima di dormire.

Se solo potessi guardarmi ora, vedresti un altro corpo e un’anima nuova che è tornata a se stessa. Vedresti una mattina fresca di maggio sotto le mie ciglia. L’oceano, il deserto, la lava, l’abisso giù dalla scogliera. Ho cercato la natura più forte che conosco e ho lasciato che mi schiacciasse, solo per provare un istante a non vedere la tua assenza ovunque. Assenza nera, che risucchia tutti i colori, che cerca di portarsi via i miei. Ma credimi, se solo potessi guardarmi ora, vedresti che sono blu. Blu e basta. E che non smetto di cercare il tuo sguardo prima di addormentarmi, quando mi tolgo i vestiti, e mi coloro le labbra di rosso.

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