A fari spenti

Macchie di vernice blu sui sandali come promesse di mare, e montagne di sale bianco issate al termine della notte per asciugare il vino e la saliva che ti bagna le mani.

La luna è occhio di ciclope buono, sbarrato su greggi di stelle inservibili, su dita intrecciate, sul dondolio della terra rossa – questa poca terraferma – che odora di destino e pioggia.

Il tempo non conosce altro rintocco che l’attimo vuoto tra una canzone e quella che verrà: musica che potrebbe essere mia, ma che sei tu a suonare ininterrottamente.

Il mattino è una sveglia puntata in fondo alla strada, al crocevia di carezze capaci di apnee. Mani che non mi lasciano andare a casa, stanotte e poi mai.

Affettano rapidissime spicchi di soli colorati per asciugare la mia sete antica e poi inventarne una nuova, dolcissima, che ha il tuo nome e la quiete della presenza.

Guido a fari spenti per tornare a casa e d’improvviso non ho più casa, più estate, più firmamento che possa mettermi in salvo. E ti lascio accadere un cielo alla volta.

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  1. Avatar di Pat Pat ha detto:

    ❤️❤️❤️

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